DOWNLOAD: POLIZIA E PROTESTA. L’ORDINE PUBBLICO DALLA LIBERAZIONE AI “NO GLOBAL”, di Donatella della Porta e Herbert Reiter (PDF)

9788815093691_0_221_0_75

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La questione dei rapporti tra ordine pubblico e libertà di manifestazione pubblica del dissenso è evidentemente delicatissima per gli equilibri interni di un sistema democratico, ma paradossalmente poco studiata, specie in Italia. Qui presentata è la prima analisi che, nel nostro paese, affronta l’argomento con rigore scientifico e ricchezza di materiale empirico, adottando una prospettiva storico-comparata con riferimento ad altre democrazie, europee e non. Gli autori si soffermano sulle caratteristiche e le trasformazioni delle forze di polizia italiane per quanto riguarda la struttura organizzativa, le competenze, la cultura.

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DOWNLOAD: MEMORIA E RIMOZIONE. I CRIMINI DI GUERRA DEL GIAPPONE E DELL’ITALIA, di AA VV (PDF)

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Dopo la fine della guerra fredda e la conseguente apertura di molteplici transizioni post-autoritarie in Europa centro-orientale, Africa, America latina, il problema della costruzione della memoria collettiva post-conflitto è diventato di stringente attualità. Storia, memoria, verità e diritto sono divenuti elementi articolati con meccaniche, politiche e strategie differenti. Da un lato vi è stata l’esperienza in Sudafrica della Commissione per la verità e la riconciliazione, che ha attuato un’inedita procedura basata su confessione pubblica dei crimini in cambio d’amnistie ripensando così le strategie di coming to term with the past. L’idea è che il processo penale non sia lo strumento più efficace per la ricostruzione di fenomeni complessi come l’agire criminale dello Stato e le lotte d’apposizione ad esso. Dall’altro, parallelamente, la comunità internazionale ha scelto la strada opposta: lo sviluppo della giustizia penale internazionale. Alla base, l’idea che il processo penale e i meccanismi della prova giudiziale siano gli strumenti, non solo di retribuzione penale, ma anche di determinazione della «verità sul passato».In Europa, dibattiti e ricerche sul malaise de la mémoire – di cui sono sintomo i tentativi odiosi di negazione del genocidio o di rilettura delle responsabilità per i crimini del passato – sono ripresi con nuovo vigore. Se l’indagine storica ha progressivamente rotto il muro del silenzio erto da «convenzioni» politico-mnemoniche dettate dai compromessi contingenti del dopo guerra, sono in molti ad individuare le ragioni della «memoria incompleta» o «instabile» nell’assenza di un’efficace azione giudiziaria di de-fascistizzazione o de-nazificazione. Su questo terreno la «verità giudiziale» è percepita come complemento dell’indagine storica. I saggi raccolti nel volume si collocano in questo dibattito aprendo nuove prospettive sul piano metodologico e dei temi di ricerca. L’inedito approccio comparato tra Giappone e Italia individua importanti omologie circa fenomeni di occultamento mnemonico dei rispettivi crimini di guerra. Su questo terreno ha inciso anche la «variabile giudiziaria». Infatti, da un lato il Giappone che, pur avendo avuto un evento fondante come il Processo di Tokyo, e proprio a causa della preselezione delle fattispecie d’imputazione portate innanzi alla Corte, manifesta ancora oggi consistenti inconsapevolezze circa le violenze praticate dal regime imperiale. Dall’altro l’Italia che, in assenza di una «Norimberga italiana» e con un’azione giudiziaria di de-fascistizzazione abortita ha accettato per decenni mitologie collettive storicamente infondate. Il volume continua l’opera di ricerca storica sulle pagine più buie dei crimini commessi dall’esercito italiano nelle aree d’espansione coloniale e d’occupazione fascista per decenni rimosse dallo spazio mnemonico pubblico, aprendo al contempo lo studio comparato sugli analoghi crimini commessi dall’esercito giapponese. All’indagine storica sui fatti si somma la riflessione circa le ragioni, le modalità e le dinamiche di rimozione di tali crimini dalla memoria collettiva.
Andrea Lollini

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DOWNLOAD: POLIZIA POSTMODERNA. ETNOGRAFIA DEL NUOVO CONTROLLO SOCIALE, di Salvatore Palidda (PDF)

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l libro di Salvatore Palidda, Polizia postmoderna. Etnografia del nuovo controllo sociale, Feltrinelli, Milano 2000, colma una lacuna ormai pluridecennale per quanto riguarda gli studi sulla polizia in Italia. L’autore inserisce la parabola della polizia all’interno della storia degli stati moderni. E’ Michel Foucault, in Sorvegliare e punire, a delineare il campo e le regole di intervento, l’epistemologia e la pratica, la scienza e il ruolo sociale della polizia: dalla valutazione dell’integrità morale dei cittadini, alla protezione della proprietà privata, dall’integrità degli edifici pubblici alla regolarità del commercio, dal funzionamento delle fabbriche al controllo dei poveri, mendicanti e dei vagabondi. Sulle orme di Foucault, Palidda sottolinea come il gesto insieme teorico e sociale della polizia serva ad una società per designare un individuo come indesiderabile o straniero alla comunità in cui si trova a vivere. Si tratta di un gesto sovrano, nel quale la comunità si rispecchia e trova fondamento, traendo la ragione stessa dell’esistenza dello Stato: il monopolio degli strumenti della repressione e della prevenzione dei crimini. In epoche più recenti, terminata la lunga stagione liberale e garantista che aveva improntato la vita sociale al rispetto di alcune garanzie costituzionali, come la libertà personale o la protezione della proprietà privata, la polizia tende a svolgere un altro ruolo. Secondo Palidda, una volta entrata in crisi l’aspirazione a una protezione sociale e sanitaria universale inscritta nello sviluppo del Welfare State nazionale, i paesi ricchi e dominanti si concentrano sulla protezione dei livelli di sicurezza e di ricchezza raggiunti nel frattempo. E’ avvenuto un mutamento di paradigma che Palidda fa risalire al Fiscal Year del 1979 dell’allora segretario di Stato americano Weinberger, il quale preannunciava che la nuova concezione della sicurezza avrebbe previsto azioni di polizia dentro e fuori il territorio nazionale, interventi militari nella lotta alla droga, alla criminalità, al terrorismo, alle catastrofi naturali, insomma alle minacce di ogni tipo. La funzione della polizia veniva così ad essere proiettata su scala globale: non più solo controllo del territorio, ma protezione del modello di vita degli stati dominanti attraverso la militarizzazione delle banlieues metropolitane, i pattugliamenti e le operazioni di prevenzione dell’immigrazione clandestina a cavallo dei confini nazionali ed internazionali, l’uso delle armi e di altri dispositivi militari, sino ad arrivare alle operazioni di polizia internazionale come la “guerra umanitaria” in Kosovo nel 1999. La polizia postmoderna riempie questo vastissimo campo epistemologico, politico e giuridico. Palidda contestualizza questo passaggio epocale all’interno dei processi di deindustrializzazione dei grandi centri produttivi mondiali come Detroit, Liverpool, il Nord della Francia, come Milano o Torino, iniziati durante gli anni ’80, segnalando come il ruolo della polizia cambi di pari passo all’erosione dei margini di sicurezza sociale garantiti un tempo dal vecchio modello di convivenza.

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DOWNLOAD:LA DESTRA IN ARMI. NEOFASCISTI ITALIANI TRA RIBELLISMO ED EVERSIONE: 1977-82, di Giorgio Cingolani (EPUB)

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Il libro affronta una delle pagine più controverse e laceranti del nostro recente passato, la storia della destra estremista alla fine degli anni ’70. Parlano i fatti e i protagonisti: “Nar”, “Terza Posizione”, “Costruiamo l’azione” sono le sigle terroristiche entro le quali si muove una schiera di giovani che dal ’77 attraversa il ribellismo e il periodo dell’illegaltà di massa per approdare al terrorismo. Sono giovani nati in gran parte dopo il 1955, senza rimpianti per Mussolini o per i miti della Repubblica di Salò; propongono una cultura della violenza fine a se stessa, del ribellismo come affermazione della propria individualità.

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DOWNLOAD: LA STORIA NEGATA.IL REVISIONISMO E IL SUO USO POLITICO, a cura di Angelo Del Boca (PDF)

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Sottoporre a revisione la storia è il compito stesso degli studiosi, essendo la storiografia nient’altro che una costante riscrittura della storia. Perché, dunque, degli storici come gli autori di questo libro dovrebbero schierarsi contro il “revisionismo”? Perché sotto questo termine si è delineato, nel corso degli ultimi decenni in Italia e nel mondo, un “uso politico della storia” che ha poco a che fare con la ricerca storiografica. Un “uso politico” dalle molteplici diramazioni, ma che, soprattutto nella distorta ricostruzione della nostra storia nazionale, presenta alcune opinioni ossessivamente ripetute: l’idea che il Risorgimento sia stato una guerra di annessione e non un movimento di rinascita per l’unità nazionale; la concezione del fascismo come tentativo autoritario bonario, distinto dal totalitarismo nazista e volto all’edificazione di una patria che non sarebbe esistita prima; l’ipotesi della morte definitiva della patria sancita dall’8 Settembre e la conseguente rivalutazione dei combattenti di Salò come autentici patrioti. Tesi politiche che non hanno la benché minima serietà né il rigore dell’autentica indagine storica, ma che, raffigurando gli avversari come i difensori di una “vulgata resistenziale”, di “verità di regime”, mirano a distruggere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana e della nostra Costituzione. Contro questo “revisionismo” si schierano alcuni tra i migliori storici italiani.

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DOWNLOAD: LA LIBERTA’ è UNA LOTTA COSTANTE. FERGUSON,LA PALESTINA E LE BASI PER UN MOVIMENTO, di Angela Davis (EPUB)

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Angela Davis, figura centrale e simbolica delle lotte di libertà e per i diritti civili in tutto il mondo, ben al di là del movimento di liberazione afroamericano, torna dopo oltre dieci anni con un libro di riflessione e di militanza politica. Negli interventi qui raccolti, Davis mette l’accento su un punto fondamentale: tutte le lotte di liberazione sono interdipendenti, da quelle che prendono a oggetto le discriminazioni di classe, di genere, di razza, in base alla nazionalità, all’orientamento sessuale o alle abilità fisiche e mentali, fino all’ambientalismo e persino all’animalismo. Il nome di questa idea è complicato («intersezionalità») ma la sostanza è molto semplice: «è impossibile raccontare davvero quella che si ritiene la propria storia senza conoscere le storie degli altri. E spesso scopriamo che le storie degli altri in definitiva sono le nostre», scrive Davis; scopriamo cioè che i meccanismi dell’oppressione, dell’esclusione e dello sfruttamento sono gli stessi, e le lotte possono essere efficaci solo se si uniscono. Tenendo fede alla sua intuizione fondamentale, Davis affronta qui un’ampia gamma di fenomeni –la violenza domestica e di genere, la violenza della polizia statunitense sui neri, le speculazioni delle multinazionali, l’occupazione dei territori palestinesi, la situazione delle carceri… – e li collega in un auspicio, anzi in un vero programma di lotta globale per i diritti essenziali: a un’adeguata alimentazione, all’istruzione, alla salute, alla casa, al lavoro, a un’esistenza pacifica e dignitosa; in definitiva, alla libertà.

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DOWNLOAD: TERRORISMO UMANITARIO.DALLA GUERRA DEL GOLFO ALLA STRAGE DI GAZA, di Danilo Zolo (EPUB)

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Il volume raccoglie una serie di saggi sul tema delle guerre di aggressione scatenate nell’ultimo ventennio dalle potenze occidentali in violazione del diritto internazionale. Le guerre “umanitarie” – dai Balcani all’Iraq, all’Afghanistan – sono state presentate come lo strumento principe della tutela dei diritti dell’uomo e dell’espansione della libertà e della democrazia. Si è trattato in realtà di conflitti fortemente asimmetrici, nei quali gli strumenti di distruzione di massa sono stati usati per fare strage di civili inermi, per diffondere il terrore, per distruggere le strutture civili e industriali di intere città e di interi paesi. Il fatto che in Occidente ci sia ancora chi continua a definire queste guerre “umanitarie” e persino “democratiche” – sostiene Zolo – chiarisce molto bene perché il global terrorism si sia diffuso in tutto il mondo sino a diventare la sola risposta tragica, impotente e nichilista – dei popoli oppressi. Sul piano teorico Zolo elabora una nozione di “terrorismo internazionale” profondamente diversa rispetto alle formule varate dagli Stati Uniti e accolte dalla maggioranza dei paesi europei e dei loro giuristi accademici.

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