DOWNLOAD: Gli I.W.W. e il movimento operaio americano storia e documenti, di Renato Musto (PDF)

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Gli IWW, ricordiamolo, pur in mezzo a tutti i limiti e alle tante contraddizioni che ne segnarono la tormentata vicenda, sono l’organizzazione operaia minoritaria che per prima, a livello internazionale –   nel punto più avanzato dello sviluppo e nel paese che ha sempre vantato la sua “eccezionalità” di essere senza socialismo –  pose nella maniera più radicale e coerente la questione della democrazia industriale come autogoverno dei lavoratori a partire dalla concreta esperienza sul luogo di produzione. Lo fecero nel quadro di una storia magmatica e complessa quanto la composizione di classe della realtà, il capitalismo come “distruzione creatrice” nella sua forma più estrema, nella quale si muovevano. Musto saggiamente àncora questa storia attorno a tre capisaldi, che riflettono altrettanti elementi-chiave della vicenda dell’IWW ( wobbly ).

I primi due sono iscritti nel nome stesso dell’organizzazione, quel nome che poteva suonare incongruo e presuntuoso, vista l’esiguità delle forze rappresentate al congresso di fondazione a Chicago. Esso rifletteva tuttavia il legato, concretissimo, di pratiche di lotta e parole d’ordine, che da tempo viaggiavano, fra l’Atlantico, il Pacifico e il continente americano, nelle valigie dei migranti e nei fardelli dei lavoratori stagionali. Il primo caposaldo è l’impulso “industrialista”, la convinzione che il processo di estensione della condizione lavorativa dipendente massificata, legato alla concentrazione economica e ai processi di meccanizzazione in corso, spalancava la strada all’autogoverno operaio. C’era del meccanicismo, dell’ingenuo determinismo, proprio dei tempi, in questa convinzione, come nota giustamente Musto. Ma c’era anche un coraggioso sforzo di lettura soggettiva dei processi di trasformazione in corso nel rapporto di capitale dal lato dei suoi assetti proprietari, delle innovazioni tecniche e tecnologiche (un aspetto centrale dell’elaborazione wobbly) e della composizione tecnica della forza lavoro.

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DOWNLOAD: La politica della paura,di Serge Quadruppani

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Dopo “l’età dell’ansia”, il nuovo secolo è attraversato da un sentimento di incertezza ancora più profondo. Su questo oggi prolifera una vera e propria politica della paura, che alimentata dalla complicità dei media fabbrica di volta in volta nuovi pericoli – il terrorista, il no-tav, l’internauta, il rom – per distogliere la nostra attenzione da rischi ben più reali e indebolire le capacità critiche e di pensiero. Serge Quadruppani delinea con precisione un “impero” in continuo movimento, sempre alla ricerca di nuovi nemici da sconfiggere, mettendoci in guardia dalle distorsioni della “macchina terroristica”. Prefazione di Wu Ming 1.

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DOWNLOAD: Come si diventa nazisti,di William S. Allen (EPUB)

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Questa è la storia di una piccola città della Germania durante gli anni della Repubblica di Weimar e i primi anni del Terzo Reich; ed è al contempo un tentativo di comprendere come una democrazia civile sia potuta precipitare e affondare in una dittatura. Thalburg (in realtà Nordheim) è un tranquillo centro dell’antico regno dello Hannover, diecimila abitanti, molto commercio e poche industrie, che negli anni che vanno dal 1930 al 1935, come tutta la Germania, cambia volto: sulla base di una documentazione e di un’indagine personale, Allen racconta le tappe di quella tragica trasformazione, dando un volto e un’identità precisa a fatti e persone che hanno legato il loro destino alle sorti del popolo tedesco.

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DOWNLOAD: Aria di Russia. Diario di un viaggio in Urss , di Claudio Pavone (EPUB)

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«Finalmente vedo Lenin, prima di profilo, poi di fronte, poi di nuovo di profilo. È tutto vestito di nero, e il corpo è appiattito. Ha la giubba chiusa dei primi bolscevichi. La testa la fisso a lungo, per decidere se è una statua o un uomo vero: può sembrare assurdo, ma la cosa non appare affatto chiara. E non tanto perché il volto di Lenin, come le sue mani, sembra di cera, ma perché la domanda che mi sta più pressando dentro è questa: cosa aggiunge alla verità che è per noi Lenin vederne così il corpo? Lenin è somigliantissimo a quello che si vede nelle fotografie: la fissità e la mancanza di espressione hanno rinsecchito l’aspetto puramente morfologico, che è così molto vicino al vero, ma come in una copia mummificata. Una fotografia ha gli occhi vivi; qui c’è il corpo vero, ma gli occhi sono chiusi. Cosa vale di più?»
È il 31 agosto del 1963. Claudio Pavone sale sul treno che lo porterà oltre la cortina di ferro. L’occasione del viaggio è un programma di scambio italo-sovietico per raccogliere informazioni sui documenti italiani presenti nei diversi archivi sovietici e, prima, la III Conferenza internazionale della Resistenza che si tiene a Karlovy Vary in Cecoslovacchia. Da Praga un treno lo condurrà attraverso la Polonia, le sconfinate pianure ucraine, fino a Mosca e poi a Leningrado e Kiev. Di questo viaggio Claudio Pavone tiene un diario in cui annota meticolosamente impressioni, incontri, discussioni, immagini restituendo intatto quel mondo sovietico, non più staliniano, ma non ancora attraversato dal disgelo di Chruščëv.

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DOWNLOAD: Psicologia di massa del fascismo, di Wilhelm Reich (PDF)

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1930. Il movimento marxista è attraversato da dubbi e polemiche di fronte all’ascesa dei fascismi europei. Perché, come chiede provocatoriamente Otto Strasser, “le masse,nella crisi mondiale, anziché svoltare a sinistra sono scivolate a destra”? Dove sono le conferme pratiche della teoria della rivoluzione sociale? Da dove è spuntato questo gigantesco e inatteso convitato di pietra nero? L’errore di fondo probabilmente è stato “quello di negare e deridere l’anima e lo spirito e di non comprendere che essi muovono tutto”: a sinistra ormai domina un ‘economicismo’ che limita l’esistenza umana al problema della disoccupazione, dei salari e dei contratti. E che non riesce a spiegare perché “il piccolo borghese in un periodo di impoverimento tenda a diventare radicale di destra” e peggio ancora perché questo fenomeno si estenda rapidamente a larghe fasce di proletariato. Al bivio tra socialismo e barbarie l’Europa ha svoltato verso la barbarie, e i marxisti di stretta osservanza non si spiegano perché diavolo le masse si rivolgano all’autoritarismo quando questa forma politica è chiaramente contro i loro interessi. Le radici di questa scelta politica sono da ricercarsi nell’istituzione della famiglia. “L’inibizione morale della sessualità naturale del bambino, la cui ultima tappa è una grave limitazione della sessualità genitale del bambino piccolo, rende quest’ultimo pauroso, timido, timoroso dell’autorità, ubbidiente, ‘buono’ ed educabile in senbso autoritario; l’inibizione morale paralizza, (…) il suo obiettivo è la creazione di un suddito che si adatti all’ordine autoritario e lo subisca nonostante la miseria e l’umiliazione”… .

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DOWNLOAD: Cultura di destra, di Furio Jesi (EPUB)

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“Che cosa vuol dire cultura di destra?” chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo più utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello. Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.

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DOWNLOAD: Due pesi due misure. Come gli immigrati e gli italiani sono descritti dai media, di Luciano Arcuri (EPUB)

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Il problema dell’immigrazione è al centro dell’agenda politica europea. In questo volume l’autore si propone di rispondere in maniera documentata a una serie di domande che riguardano la percezione della minaccia legata ai flussi migratori e il cruciale ruolo dei mezzi di comunicazione sociale nell’influenzare i sistemi di credenze sociali e i pregiudizi manifestati dai cittadini nei confronti dei gruppi di immigrati arrivati nel nostro paese. A questo proposito, viene sottolineata l’importanza che i professionisti dell’informazione giornalistica assumano piena consapevolezza e si attribuiscano regole chiare di comportamento quando devono redigere cronache o commenti a proposito di avvenimenti o fatti di cronaca che coinvolgono immigrati in quanto attori principali del fatto o nel ruolo di vittime.

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