DOWNLOAD: Gli I.W.W. e il movimento operaio americano storia e documenti, di Renato Musto (PDF)

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Gli IWW, ricordiamolo, pur in mezzo a tutti i limiti e alle tante contraddizioni che ne segnarono la tormentata vicenda, sono l’organizzazione operaia minoritaria che per prima, a livello internazionale –   nel punto più avanzato dello sviluppo e nel paese che ha sempre vantato la sua “eccezionalità” di essere senza socialismo –  pose nella maniera più radicale e coerente la questione della democrazia industriale come autogoverno dei lavoratori a partire dalla concreta esperienza sul luogo di produzione. Lo fecero nel quadro di una storia magmatica e complessa quanto la composizione di classe della realtà, il capitalismo come “distruzione creatrice” nella sua forma più estrema, nella quale si muovevano. Musto saggiamente àncora questa storia attorno a tre capisaldi, che riflettono altrettanti elementi-chiave della vicenda dell’IWW ( wobbly ).

I primi due sono iscritti nel nome stesso dell’organizzazione, quel nome che poteva suonare incongruo e presuntuoso, vista l’esiguità delle forze rappresentate al congresso di fondazione a Chicago. Esso rifletteva tuttavia il legato, concretissimo, di pratiche di lotta e parole d’ordine, che da tempo viaggiavano, fra l’Atlantico, il Pacifico e il continente americano, nelle valigie dei migranti e nei fardelli dei lavoratori stagionali. Il primo caposaldo è l’impulso “industrialista”, la convinzione che il processo di estensione della condizione lavorativa dipendente massificata, legato alla concentrazione economica e ai processi di meccanizzazione in corso, spalancava la strada all’autogoverno operaio. C’era del meccanicismo, dell’ingenuo determinismo, proprio dei tempi, in questa convinzione, come nota giustamente Musto. Ma c’era anche un coraggioso sforzo di lettura soggettiva dei processi di trasformazione in corso nel rapporto di capitale dal lato dei suoi assetti proprietari, delle innovazioni tecniche e tecnologiche (un aspetto centrale dell’elaborazione wobbly) e della composizione tecnica della forza lavoro.

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DOWNLOAD: La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore,di Manolo Morlacchi (EPUB)

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La storia dei Morlacchi, una numerosa famiglia proletaria, racchiude in sé tutte le fasi del movimento operaio del ‘900 italiano. L’antifascismo, la resistenza, il dopoguerra e le prime spaccature con il Pci. Dagli anni sessanta i dieci fratelli Morlacchi furono protagonisti delle lotte politiche nel loro quartiere alla periferia di Milano, il Giambellino. Nel 1970, in quella stessa zona, Pierino Morlacchi partecipò alla fondazione delle Brigate Rosse organizzando il primo nucleo con Renato Curcio. Sempre nel 1970 nacque Manolo, figlio di Pierino e Heidi Peusch. È lui che in queste pagine racconta le vicissitudini umane, rivoluzionarie e giudiziarie della sua famiglia.

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