DOWNLOAD: POLIZIA E PROTESTA. L’ORDINE PUBBLICO DALLA LIBERAZIONE AI “NO GLOBAL”, di Donatella della Porta e Herbert Reiter (PDF)

9788815093691_0_221_0_75

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La questione dei rapporti tra ordine pubblico e libertà di manifestazione pubblica del dissenso è evidentemente delicatissima per gli equilibri interni di un sistema democratico, ma paradossalmente poco studiata, specie in Italia. Qui presentata è la prima analisi che, nel nostro paese, affronta l’argomento con rigore scientifico e ricchezza di materiale empirico, adottando una prospettiva storico-comparata con riferimento ad altre democrazie, europee e non. Gli autori si soffermano sulle caratteristiche e le trasformazioni delle forze di polizia italiane per quanto riguarda la struttura organizzativa, le competenze, la cultura.

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DOWNLOAD: L’ISOLA DEL SILENZIO, di Horacio Verbitsky (EPUB & PDF)

9788860443731_0_0_1672_75

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Buenos Aires, settembre 1979. Prima dell’ispezione della Commissione interamericana per i diritti umani viene smantellato in poche ore il centro di detenzione clandestina per gli oppositori politici costituito all’interno della Scuola di Meccanica della Marina. Nella notte, tutti i detenuti sono trasferiti in un’isola dell’arcipelago del Tigre, fino ad allora utilizzata come luogo di riposo dal Cardinale di Buenos Aires. Ad accogliere i prigionieri un cartello: El Silencio. Nell’isola di El Silencio i detenuti saranno vittime di un misterioso programma di “disintossicazione e rieducazione”. Attraverso le agghiaccianti testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti dei desaparecidos, Horacio Verbitsky – uno dei più autorevoli giornalisti argentini, impegnato a denunciare i crimini del regime militare – ricostruisce per la prima volta la storia di questo terribile campo di concentramento finora nascosto al mondo. Con una prosa avvincente, Verbitsky parte da El Silencio per svelare retroscena inediti del rapporto che ci fu negli anni della “guerra sporca” argentina tra il regime militare e le gerarchie ecclesiastiche. L’inchiesta, che ha suscitato enorme clamore in Argentina, incrocia alcune delle figure più importanti del Vaticano, dal nunzio apostolico Pio Laghi al cardinale Jorge Bergoglio, fino ad analizzare il ruolo di Papa Paolo VI. A trent’anni dall’inizio della sanguinosa dittatura argentina e dopo aver raccolto nel suo precedente libro Il volo la sconvolgente confessione di Adolfo Scilingo, che eliminò numerosi oppositori politici lanciandoli in mare dagli aerei, Verbitsky firma una nuova, coraggiosa e documentata inchiesta che getta luce sull’assordante silenzio della Chiesa rispetto ad una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento.

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DOWNLOAD: POLIZIA POSTMODERNA. ETNOGRAFIA DEL NUOVO CONTROLLO SOCIALE, di Salvatore Palidda (PDF)

9788807460265_0_0_0_75

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l libro di Salvatore Palidda, Polizia postmoderna. Etnografia del nuovo controllo sociale, Feltrinelli, Milano 2000, colma una lacuna ormai pluridecennale per quanto riguarda gli studi sulla polizia in Italia. L’autore inserisce la parabola della polizia all’interno della storia degli stati moderni. E’ Michel Foucault, in Sorvegliare e punire, a delineare il campo e le regole di intervento, l’epistemologia e la pratica, la scienza e il ruolo sociale della polizia: dalla valutazione dell’integrità morale dei cittadini, alla protezione della proprietà privata, dall’integrità degli edifici pubblici alla regolarità del commercio, dal funzionamento delle fabbriche al controllo dei poveri, mendicanti e dei vagabondi. Sulle orme di Foucault, Palidda sottolinea come il gesto insieme teorico e sociale della polizia serva ad una società per designare un individuo come indesiderabile o straniero alla comunità in cui si trova a vivere. Si tratta di un gesto sovrano, nel quale la comunità si rispecchia e trova fondamento, traendo la ragione stessa dell’esistenza dello Stato: il monopolio degli strumenti della repressione e della prevenzione dei crimini. In epoche più recenti, terminata la lunga stagione liberale e garantista che aveva improntato la vita sociale al rispetto di alcune garanzie costituzionali, come la libertà personale o la protezione della proprietà privata, la polizia tende a svolgere un altro ruolo. Secondo Palidda, una volta entrata in crisi l’aspirazione a una protezione sociale e sanitaria universale inscritta nello sviluppo del Welfare State nazionale, i paesi ricchi e dominanti si concentrano sulla protezione dei livelli di sicurezza e di ricchezza raggiunti nel frattempo. E’ avvenuto un mutamento di paradigma che Palidda fa risalire al Fiscal Year del 1979 dell’allora segretario di Stato americano Weinberger, il quale preannunciava che la nuova concezione della sicurezza avrebbe previsto azioni di polizia dentro e fuori il territorio nazionale, interventi militari nella lotta alla droga, alla criminalità, al terrorismo, alle catastrofi naturali, insomma alle minacce di ogni tipo. La funzione della polizia veniva così ad essere proiettata su scala globale: non più solo controllo del territorio, ma protezione del modello di vita degli stati dominanti attraverso la militarizzazione delle banlieues metropolitane, i pattugliamenti e le operazioni di prevenzione dell’immigrazione clandestina a cavallo dei confini nazionali ed internazionali, l’uso delle armi e di altri dispositivi militari, sino ad arrivare alle operazioni di polizia internazionale come la “guerra umanitaria” in Kosovo nel 1999. La polizia postmoderna riempie questo vastissimo campo epistemologico, politico e giuridico. Palidda contestualizza questo passaggio epocale all’interno dei processi di deindustrializzazione dei grandi centri produttivi mondiali come Detroit, Liverpool, il Nord della Francia, come Milano o Torino, iniziati durante gli anni ’80, segnalando come il ruolo della polizia cambi di pari passo all’erosione dei margini di sicurezza sociale garantiti un tempo dal vecchio modello di convivenza.

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DOWNLOAD: CANNABIS. USO E ABUSO,di Giancarlo Arnao (PDF)

9788872268865_0_0_300_75

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«Se vi capita di incontrare qualche ministro, sottosegretario, deputato, senatore o qualche “esperto” che si occupa di droga, chiedetegli a bruciapelo se ha letto i libri di Giancarlo Arnao, e quali.»

Fin dai primi anni ’70 Giancarlo Arnao, da medico ed esperto, controinformava sulla droga illegale più diffusa già allora nella nostra società: la cannabis, conosciuta nella cultura occidentale coi nomi di hashish e marijuana.
Lo fece anzitutto proponendo, come nessun altro allora e pochi anche oggi, lo stato delle ricerche scientifiche internazionali (perché quelle italiane non sono mai esistite). I temi: la tossicità, la cosiddetta questione della droga di passaggio, la riduzione del danno.
Questo manuale – la cui prima edizione data 1973 con il titolo Droghe e marijuana –, più volte aggiornato fino alla scomparsa di Arnao, ha insegnato a diverse generazioni di giovani come comprendere la sostanza per non abusarne e neanche averne paura. A loro, come a genitori e insegnanti.

Giancarlo Arnao, medico, nato a Milano nel 1926, poi trasferitosi a Roma, è deceduto a Pancole (Siena) il 14 novembre 2000. Impegnato nella ricerca sulla politica della droga dai primi anni settanta, è stato fra i promotori del Convegno “Libertà e droga”, tenuto a Roma nel 1973.

Membro dell’EMNDP (European Movement forthe Normalization of Drug Policy) di Rotterdam e della redazione di The International Journal of Drug Policy di Liverpool. Ha pubblicato numerosi articoli su-riviste-italiane e stranierei una serie di libri: Rapporto sulle droghe ( 1976), Erba proibita: Rapporto su hashish e marihuana ( 1978, 1982), Cocaina ( 1988), La droga perfetta: Rapporto sul tabacco da fumo ( 1982), Il dilemma eroina ( 1985),tutti editi da Feltrinelli, Milano; Proibito capire:Proibizionismo e politiche di controllo sociale,Torino, EGA, 1990; co-autore con Manconi, L (a cura di ): Legalizzare la droga: una ragionevole proposta di sperimentazione, Milano, Feltrinelli, 1991 ; Cocaina e crack Usi, abusi e costumi, Milano, Feltrinelli, 1993.

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DOWNLOAD: Compagna luna, di Barbara Balzerani (EPUB)

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Compagna luna, l’autobiografia di Barbara Balzerani, tra i massimi dirigenti delle Brigate rosse, è stato pubblicato per la prima volta nel 1998 da Feltrinelli riscuotendo un grande successo di pubblico, quindi di critica.
Condannata a sei ergastoli, dal fondo delle celle dei carceri speciali, Barbara Balzerani riflette incessantemente sulla propria esperienza esistenziale arrivando a elaborare uno stile narrativo del tutto originale. A un profondo e intenso dialogo interiore riesce infatti ad alternare un’analisi asciutta e lucida del contesto politico che ha riguardato lei come altre migliaia di persone coinvolte nei conflitti politici degli anni Settanta.

«Non a tutto si rimedia, non tutto si cicatrizza. Nella specie di carcere allargato in cui vive, Barbara sa che non le saranno mai più abituali gli spazi e i tempi delle persone normali, che le è negato un senso da dare a un domani che non possiede. Per averli bisognava dunque arrendersi, darsi all’arrancata individuale, chiudere gli occhi, tacere? Compagna luna ha il grande merito di far parlare ciascuno di noi per come ha visto quegli anni» (Rossana Rossanda).

«È un libro che vi toglie subito il respiro, perché ha il merito di iniettare verità in ogni parola, come succede quando la necessità di avere voce si fonda anche sul dono di saper dare spessore letterario all’io e agli altri pronomi che l’io sfaccettano, facendone la storia. Leggiamo e ci ricordiamo con vergogna, con nostalgia, che siamo stati diversi» (Domenico Starnone).

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DOWNLOAD: Le colpe nascoste. I crimini di guerra italiani in Africa, di Michele Strazza (EPUB)

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“Italiani, brava gente”? Questa l’idea con cui, nel dopoguerra, l’intera società italiana si autoassolse dalle proprie colpe. Ma le cose erano andate diversamente. Le truppe italiane e le milizie fasciste operarono, soprattutto in Africa e nei Balcani, deportazioni e stragi, paurosi eccidi e indicibili atti di violenza e di razzismo. Costruirono campi di concentramento, dove rinchiusero vecchi, donne e bambini. Molti di loro vi trovarono la morte. Quei morti ancora oggi reclamano una giustizia che non è mai venuta. Perché nessuna Norimberga italiana è stata mai celebrata.

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DOWNLOAD: Il volo. Le rivelazioni di un militare pentito sulla fine dei desaparecidos, di Horacio Verbitsky

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“Sono stato all’ESMA. Le voglio parlare.” Così inizia una delle interviste più importanti per la storia dell’Argentina contemporanea e per il mondo intero. Adolfo Scilingo, capitano di corvetta, ex membro dell’apparato repressivo che ha detenuto il potere in Argentina dal 1976 al 1983, confessa pubblicamente e per la prima volta al giornalista Horacio Verbitsky che alcuni desaparecidos venivano gettati in mare da un aereo dopo essere stati narcotizzati. Fino al 1995, anno in cui “Il volo” è stato pubblicato in Argentina, solo le vittime della repressione avevano denunciato quest’orribile modalità di eliminazione dei detenuti politici. Punto di svolta nella conoscenza e nell’analisi della storia recente del paese, “Il volo” ha rappresentato anche uno strumento probatorio fondamentale nel corso del processo condotto dal giudice spagnolo Baltasar Garzón contro lo stesso intervistato. Nell’aprile del 2005 Scilingo è stato condannato a 640 anni di carcere da un tribunale spagnolo.

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