DOWNLOAD: Gli I.W.W. e il movimento operaio americano storia e documenti, di Renato Musto (PDF)

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Gli IWW, ricordiamolo, pur in mezzo a tutti i limiti e alle tante contraddizioni che ne segnarono la tormentata vicenda, sono l’organizzazione operaia minoritaria che per prima, a livello internazionale –   nel punto più avanzato dello sviluppo e nel paese che ha sempre vantato la sua “eccezionalità” di essere senza socialismo –  pose nella maniera più radicale e coerente la questione della democrazia industriale come autogoverno dei lavoratori a partire dalla concreta esperienza sul luogo di produzione. Lo fecero nel quadro di una storia magmatica e complessa quanto la composizione di classe della realtà, il capitalismo come “distruzione creatrice” nella sua forma più estrema, nella quale si muovevano. Musto saggiamente àncora questa storia attorno a tre capisaldi, che riflettono altrettanti elementi-chiave della vicenda dell’IWW ( wobbly ).

I primi due sono iscritti nel nome stesso dell’organizzazione, quel nome che poteva suonare incongruo e presuntuoso, vista l’esiguità delle forze rappresentate al congresso di fondazione a Chicago. Esso rifletteva tuttavia il legato, concretissimo, di pratiche di lotta e parole d’ordine, che da tempo viaggiavano, fra l’Atlantico, il Pacifico e il continente americano, nelle valigie dei migranti e nei fardelli dei lavoratori stagionali. Il primo caposaldo è l’impulso “industrialista”, la convinzione che il processo di estensione della condizione lavorativa dipendente massificata, legato alla concentrazione economica e ai processi di meccanizzazione in corso, spalancava la strada all’autogoverno operaio. C’era del meccanicismo, dell’ingenuo determinismo, proprio dei tempi, in questa convinzione, come nota giustamente Musto. Ma c’era anche un coraggioso sforzo di lettura soggettiva dei processi di trasformazione in corso nel rapporto di capitale dal lato dei suoi assetti proprietari, delle innovazioni tecniche e tecnologiche (un aspetto centrale dell’elaborazione wobbly) e della composizione tecnica della forza lavoro.

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DOWNLOAD: Memorie di un guerriero cheyenne. La lunga marcia verso l’esilio, di Gambe di Legno (EPUB)

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Tra i guerrieri pellerossa il più famoso è stato senza dubbio il cheyenne Gambe di Legno (Wooden Legs), così chiamato per la sua incredibile resistenza fisica. Gambe di Legno partecipò alla battaglia del Little Big Horn contro Custer e fu contattato dall’autore del libro, Thomas Marquis, allo scopo di ricostruire il ricordo di quell’evento. Ne nacque invece una sorta di racconto lunghissimo sulla vita dei cheyenne prima di venire rinchiusi nelle riserve; un racconto vivissimo e dettagliato di tutti i fatti che riempivano le giornate della tribù negli anni che vanno dal 1855 al 1877 circa. Il libro è prezioso per le descrizioni delle usanze guerriere e di tutti i giorni dei cheyenne e, più in generale, degli indiani delle grandi pianure di allora, quando quasi tutte le altre tribù erano ormai state sconfitte. Queste pagine hanno ispirato i capolavori che hanno reso omaggio agli Indiani di America e cantato la crudele scomparsa del loro mondo, tra cui “Piccolo grande uomo” di Arthur Penn con Dustin Hoffman e la stupenda canzone “Fiume Sand Creek” di Fabrizio De André.

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